sabato 1 agosto 2015

GUIDA LETTERARIA DELLA MONTAGNA PISTOIESE

GUIDA LETTERARIA DELLA MONTAGNA PISTOIESE
di Giovanni Capecchi
Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
2008, cartonato
220 pagine, p.n.i.

Da buon nativo di San Marcello Pistoiese (e più precisamente originario del borgo medievale di Gavinana) vado da anni raccogliendo tutti i libri che, in un modo o nell'altro, parlano della mia terra. Con il tempo ho messo insieme una discreta biblioteca, comprendente anche tomi ottocenteschi ed edizioni abbastanza rare. Al di là dell' evidente interesse personale per questa collezione, mi sembra che possa trattarsi di una passione degna di essere coltivata da chiunque, ciascuno relativamente al proprio territorio del cuore. Ci si diverte, si imparano tante cose e ci si accorge che poi quello che si è imparato ha, in realtà, valore universale. 


Giovanni Capecchi, pistoiese di nascita ma docente presso l'Università di Perugia, ha compilato una singolare guida "letteraria" di quel versante dell' Appennino Tosco Emiliano proteso verso il passo dell'Abetone, scegliendo di elencare una per una tutte le località (anche le più piccole) in ordine alfabetico e segnalando per ognuna i passaggi che la riguardano contenuti nei libri di scrittori, poeti e letterati dall'antichità a più o meno i giorni nostri. Si scopre così che Giovanni Boccaccio cita il Lago Scaffaiolo, Vittorio Alfieri scrive un sonetto su San Marcello, Aldo Palazzeschi villeggia a Pracchia, Massimo D'Azeglio va a Gavinana in cerca della tomba del Ferrucci fino ad arrivare a Tiziano Terzani che fa dell'orsogna il suo eremo. I nomi sono davvero tanti e c'è da restarne sorpresi, tanti gli aneddoti e le curiosità. Peccato manchi (salvo una mia svista) la citazione di Cardarelli che scrisse anche lui una poesia intitolata "Sera di Gavinana". 

Il volume è corredato da decine di immagini d'epoca che lo arricchiscono e lo rendono ancora più interessante. Un appunto personalissimo: si cita il romanzo "I delitti del Mondo Nuovo" di Leonardo Gori, ambientato lungo la strada granducale che da Pistoia saliva all'Abetone, proprio negli anni della costruzione: in quel libro l'autore (un caro amico) non solo mi ringrazia per la consulenza fornita, ma mi inserisce come personaggio (sia pure di sfuggita, citato in un passaggio).


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